«Dal 1913 raccontiamo l’eleganza del made in Italy sartoriale nel mondo», non è un’esagerazione. La storia della Sartoria milanese inizia nel secolo scorso grazie all’incontro tra due uomini: Domenico Caraceni e Gianni Campagna. Il Maestro Caraceni fonda la tradizione della sartoria italiana, Gianni Campagna la consolida e la porta in tutto il mondo.

In cento anni di eccellenza Caraceni ha vestito principi, attori di Hollywood e personaggi noti per il loro magnetico fascino come Gianni Agnelli e Aristotele Onassis. Con la stessa abilità e passione i sarti di oggi seguono minuziosamente ogni fase della realizzazione dell’abito su misura. Non deve essere l’uomo o la donna (perché Caraceni veste anche femminile) ad adattarsi all’abito ma sono la tecnica e la competenza creativa del sarto che modellano il tessuto e lo trasformano in un pezzo unico.

Un tailor-made ha bisogno di tempo e pazienza. Prima la selezione del tessuto, poi la misura. Dopo quindici giorni la prima prova e le correzioni. Solo dopo altre due settimane la seconda e ultima prova (per affinare gli ultimi dettagli) e la consegna dell’abito. Un capo su misura non ha stagioni né momenti perché la sua qualità lo rende intramontabile. E i dettagli, fanno la differenza: i due spacchi laterali, la tasca americana o sul fianco, la tasca alla carrettiera, il taschino in vita, i revers a lancia o classici. Come farli e perché scegliere un taglio rispetto ad una cucitura sono i segreti del mestiere, che solo i maestri sarti – elegantissimi – sapranno raccontare all’interno del loro tempio, tra specchi, gessetti, ditali e fili.