Anticipare i tempi è una caratteristica di Salvatore Ferragamo. Nato nel 1898 a Bonito, piccolo
paese in provincia di Avellino e appassionato di scarpe fin da bambino, apre la sua prima bottega a
undici anni. A sedici raggiunge l’America e senza mai smettere di lavorare studia anatomia
all’Università di Los Angeles. L’obiettivo del fondatore della casa d’alta moda è trovare scarpe che
calzino alla perfezione senza mai dimenticare il gusto, l’eleganza e l’attenzione per i materiali. La
sua passione per la ricerca del bello lo avvicina a Hollywood e al mondo del cinema: Ferragamo
diventa il “calzolaio delle stelle”, tutti lo conoscono e vogliono le sue opere ai piedi.

Museo Ferragamo: Sustainable Thinking © Guglielmo de' Micheli for Salvatore Ferragamo

Museo Ferragamo: Sustainable Thinking © Guglielmo de’ Micheli for Salvatore Ferragamo

Il genio creativo di Ferragamo è racchiuso nelle tomaie delle scarpe, nel tacco, nel laccio e in ogni piccolo dettaglio che rende una calzatura iconica. Sua l’idea di aprire le scarpe da donna e realizzare i
sandali, sua la zeppa di sughero e il tacco a stiletto rinforzato con acciaio amato dall’eterna diva,
Marilyn Monroe. La costante e inestimabile dedizione all’artigianato d’autore è testimoniata dai 15
mila modelli diversi di scarpe femminili che sono racchiusi nell’archivio della maison.

Dopo il successo oltreoceano Ferragamo sceglie di tornare in Italia, nella città in cui arte e cultura
del saper fare a mano respirano insieme: Firenze. La manodopera americana non riusciva ad
avvicinarsi al suo stile. Nel 1927 Ferragamo sceglie lo storico Palazzo Spini Feroni in via dei
Tornabuoni come sede per il laboratorio artigianale e casa per le sue creazioni.

Museo Ferragamo: Sustainable Thinking © Guglielmo de’ Micheli for Salvatore Ferragamo

Le sue scarpe diventano simbolo della città e inconfondibile traccia del made in Italy nel mondo. La fama non ha mai modificato la natura di Ferragamo e il suo spirito innovatore. I sandali invisibili con il filo di nylon per la pesca, il cellophane, la rafia, le zeppe arcobaleno realizzate con sughero sardo per Judy Garland nel 1938. La vita del calzolaio dei sogni ha registrato oltre 400 brevetti.

L’eredità di Ferragamo è stata raccolta dalla moglie Wanda e dai suoi sei figli. Con la stessa attenzione verso la manodopera tradizionale, la ricerca, la sperimentazione e l’occhio per il dettaglio la famiglia Ferragamo ha creato una “griffe” internazionale. Nello stesso palazzo, sede dell’azienda, si trovano il cuore e il passato della Ferragamo. Attraverso le nove stanze del Museo Salvatore Ferragamo si allestisce , ogni anno, una nuova mostra che trae ispirazione dal ricco archivio dell’azienda , dalle storie e dai prodotti in esso conservati. “C’è sempre qualcosa di più bello e perfetto da creare,” diceva Salvatore Ferragamo.

Museo Ferragamo: Sustainable Thinking © Guglielmo de' Micheli for Salvatore Ferragamo

Museo Ferragamo: Sustainable Thinking © Guglielmo de’ Micheli for Salvatore Ferragamo

Non basta saper fare, è necessario coltivare amore per il territorio e consapevolezza. Per questo il Museo Salvatore Ferragamo insieme alla Fondazione Ferragamo, si sono posti quest’anno in prima linea nella sfida alla sostenibilità, realizzando la mostra “Sustainable Thinking”. Il progetto espositivo del Museo Ferragamo parla di riuso dei materiali, di rispetto per l’ambiente e arte. La moda interpreta e veicola tutti questi messaggi. E Ferragamo lo dimostra.