Non è un negozio, non è una sartoria, è un atelier unico. A Belluno, lontano dallo stress delle grandi città della moda, Raptus&Rose ha trovato il posto giusto. Tutto nasce dalla mente creativa di Silvia Bisconti, fashion designer innamorata della bellezza e dei viaggi. Un passato a fianco di Romeo Gigli, poi la direzione creativa di Malìparmi, gli abiti per il teatro, una sheikah araba. Nel 2013, il raptus creativo.

La sua è una Moda Liberata, lontana dalle regole del sistema, dai calendari, dalle taglie: «significa non avere un cliché femminile e non avere degli schemi rigidi. La gioia è sapere di poter vestire tutte le donne, tutte le età, con grande amore». Questa è la filosofia di Silvia Bisconti, animo nomade e cuore eccentrico.

«Il viaggio è l’origine esatta di ogni capo Raptus&Rose», racconta. Nel suo atelier, una tipografia ristrutturata sul fiume Piave sotto lo sguardo delle Dolomiti, si trovano tessuti incredibili provenienti dall’India, dal Nepal, dal Marocco, dal Giappone, dall’Italia. Le più belle sete pelle d’ovo, organze di cotone, broccati di seta e pezzi vintage.

Ogni capo racconta una storia, un momento e un progetto. I colori si mescolano, i materiali si sentono e i ricordi diventano una nuova idea. Gli abiti si costruiscono insieme, scegliendo i dettagli e seguendo tutti i passaggi della realizzazione. Se qualcosa non esiste, si crea. Per questo, nel suo laboratorio d’arte, il tempo rallenta. Un lusso, quello del tempo, che da Raptus&Rose si valorizza, come l’individualità di ogni donna. Gli abbinamenti improbabili, i ritagli nascosti scovati su una bancherella lontana e la sartorialità eccellente si combinano e trovano un prezioso equilibrio.

Ogni nuovo capo deve superare la prova del 7: sette donne del Raptus team di età, forme e fisici diversi devono stare bene indossandolo. L’essenza di un Pezzo Unico sta nella sua ricerca e nel suo passato, proprio come la persona che lo porta con sé. I vestiti di Raptus&Rose hanno un’anima, così come il luogo che li custodisce. Il principio che comanda tutto è – sempre – la bellezza.