Non si può chiamarla bottega. L’atelier di Loretta Caponi in via Delle Belle Donne – nel cuore di Firenze – è un tempio di raffinatezza che si tramanda da madre a figlia e nipoti. Tra soffitti affrescati (lo spazio di 750mq era un vecchio deposito di pianoforti) e paralumi ricamati, si ammirano le pregiate creazioni sartoriali del laboratorio.

Non è una fredda galleria di capi e tessuti esposti ma un salotto in cui poter vivere come principesse (rinnovato dal designer Duccio Conti Caponi, figlio di Lucia). Non a caso sir Anthony Hopkins lo ha descritto come “il più bel negozio d’Italia”. Loretta Caponi apre il suo primo spazio a Firenze nel 1967, in Borgo Ognissanti. Negli anni in cui la moda impone tessuti sintetici, lei predilige seta, cotone e lino. Camicie da notte con pizzo e volants, biancheria e abbigliamento da camera da sogno. Da oltre cinquant’anni le sue creazioni sono entrate nelle dimore più eleganti del mondo. Dalla casa reale Windsor, Borbone, Orange-Nassau alla famiglia Kennedy, Getty fino a Jane Fonda.

Un patrimonio con più di 10mila disegni di tovaglie, asciugamani, lenzuola, cuscini, abbigliamento da donna, uomo e bambino raccoglie tutte le idee pensate e realizzate su misura per i suoi sofisticati clienti. Il costante rinnovo della tradizione e l’esclusiva manifattura sono elementi che guidano anche la figlia Lucia Caponi, che da più di dieci anni disegna e supervisiona tutte le collezioni e Guido Conti Caponi (altro suo figlio, nella ricerca di nuovi spunti).

Il disegno realizzato a mano libera, seguendo la tecnica della foratura e dello spolvero o il ricamo con il punto “catenella” (di origine ottocentesca) dimostrano l’estrema cura per ogni piccolo – ma essenziale – dettaglio. Insieme ad un archivio di oltre venti mila ricami, l’atelier conserva dei pezzi unici appartenuti alla sorella di Napoleone (Paolina Bonaparte) alla Regina Vittoria, alla Principessa Sissi.