Salvatore Ferragamo è il «calzolaio della stelle», l’uomo che ha trasformato un artigiano in una delle case di moda italiane più conosciute al mondo. Il suo cuore è nel Palazzo Spini Feroni, il più antico di Firenze. L’eredità del suo fatto a mano, la cultura del bello e l’ingegno creativo sono stati raccolti dalla moglie Wanda e dai sei figli, che negli anni hanno saputo trasformarli e aggiornarli. Tra questi Fulvia, che nel 1971 crea una linea di foulard e cravatte esclusivi in pura seta. Il materiale prezioso, tela per le creazioni e ispirazione nei suoi collage, proviene dalla capitale italiana della seta, che in quel periodo è vicina a Fulvia e alla sua vita milanese: Como.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Salvatore Ferragamo (@ferragamo)

Se fino al 1960 Ferragamo è sinonimo di scarpe, dal 1970 si avviano le collaborazioni con Ravasi, Butti Ostinelli, Ghioldi, Canepa, Ratti e Mantero. Gli storici setifici del comasco sono il punto di riferimento per gli stampati, che inizialmente rimandano a temi etnici e miniature per le cravatte, mentre fiori e mondo animale colorano i foulard. La passione per la seta e il Ritratto Tessuto (così veniva chiamato il foulard nel 1700 a Lione, suo luogo d’origine) per Fulvia Ferragamo sono unione di ricordi e ricerca nel presente. Da un lato i rimandi alla sua esperienza alla Scuola internazionale di Firenze nell’Educandato della SS. Annunziata nella Villa del Poggio Imperiale e ai suoi dormitori nel quartiere cinese, arredato con parati sculture e accessori tipici del gusto orientale. Dall’altro la sua passione per i fiori, la fotografia e gli animali – soprattutto felini ammirati nei viaggi lontani. Tutto si unisce nel patchwork, tecnica che rimanda alle tomaie per le scarpe realizzate dal padre, in cui pellami e colori diversi si combinano. Nel 1980 si inserisce anche il tema scarpe all’interno dei foulard, il primo di questa serie è Shoes, a cui seguono ToesBachecae Poster, dove si inseriscono anche i manifesti pubblicitari del 1930 di Lucio Venna.

Il racconto della Signora della Seta (mancata il 25 aprile 2018) è oggi una mostra del Museo Ferragamo, dove foulard come quadri appesi alle pareti si abbinano a illustrazioni, opere d’arte e raccolte librarie, bozzetti e carte prova. Immersi nei paesaggi di seta lucida, fatti di giungle e petali preziosi si scoprono i tempi, la tecnica e la cura con cui ogni pezzo è realizzato.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Salvatore Ferragamo (@ferragamo)

C’è un apparente semplicità che nasconde una grande complessità produttiva, realizzata in squadra ma sempre sotto il controllo dell’allora direttrice creativa di tutte le collezioni seta, Fulvia Ferragamo. Dopo il bozzetto a mano, il progetto e il disegno richiedono almeno un mese di lavoro. Poi si passa al fotoincisore, che raggruppa i motivi decorativi in base allo stesso colore. I foulard Ferragamo comprendono un minimo di 23 colori fino ad un massimo di 32. Sovrapporli per creare l’esatta cromia richiede maestria e competenze artigianali. Con la serigrafia si creano i quadri di stampa, che verrà fatta prima in prova su carta e poi su seta: la tirellatura. Il tessuto di seta stampato, una volta esposto alla vaporizzazione, viene lavato per eliminare ogni residuo d’inchiostro e raggiungere la mano della morbidezza voluta. Una volta tagliati, tutti i foulard sono orlati rigorosamente a mano. In un quadrato di 90x90cm, la misura standard del carrè, ci sono storia di una famiglia, arte, passione e capacità tecniche. In una parola: moda.