Questa è stata una delle ultime interviste con il maestro del ricamo Pino Grasso, mancato il 13 giugno 2020 a 89 anni.

Telaio, ago e uncinetto. Per il ricamo d’alta moda sono necessari questi tre semplici strumenti, per farne un’arte, molto di più. Pino Grasso è maestro della broderie e, come ricorda lui stesso, gli accessori del mestiere non bastano. «Per fare un capolavoro ci vogliono delle abili mani condotte da un’intelligenza, ma soprattutto, una grande passione». Questo il segreto della sua professione che tramanda ancora oggi insieme alla figlia Raffaella e attraverso la Scuola di ricamo a lui intitolata.

Milanese dal 1931 e ambasciatore umile di un’eccellenza italiana, tanto preziosa quanto poco celebrata, Pino Grasso è il punto di riferimento dei più grandi stilisti italiani, e non solo.
Affascinato dall’arte del ricamo abbandona gli studi in Medicina e viaggia in Francia per imparare dai migliori le tecniche della tradizione, tra questi il grande François Lesage, erede della storica maison di ricami d’Oltralpe. Un periodo essenziale in cui arricchisce le sue conoscenze professionali e che segna il suo ingresso nel mondo dell’haute couture. «Non basta imparare come si manovra il crochet. Per realizzare un ricamo d’alta moda servono anni di esperienza».

Tornato nella sua Milano, decide di mettersi in proprio. Nel 1967 Pino Grasso apre il laboratorio in via D’Orsenigo e inizia a disegnare sperimentando nuove tecniche e l’uso di materiali originali. Notato fin dagli esordi per il suo dono e la sua creatività, Grasso collabora con i più grandi stilisti dell’epoca come Emilio Schuberth, Alberto Fabiani e Ognibene-Zendman, poi l’incontro con «il signor Valentino Garavani», con il quale realizza dei capi indimenticabili.

Esperienza, tecnica e sofisticata ricerca rendono ancora oggi il laboratorio Grasso un punto di riferimento per i migliori dell’alta moda italiana, ma le capacità del maestro ricamatore sono apprezzate anche oltre i confini. Giorgio Armani, Versace, Dolce e Gabbana, Bottega Veneta, Givenchy e Louis Vuitton sono solo alcuni dei brand che hanno scelto di affidarsi all’esclusiva opera di Grasso. Il tesoro raccolto in oltre cinquant’anni di attività è l’archivio dei campioni di ricamo, piccoli frammenti che racchiudono le idee e il legame nato tra lo stilista e le sapienti mani sul telaio.

L’ispirazione per il ricamo viene dall’arte, dal momento in cui si vive, dalla propria cultura: «questo è per me il Made in Italy. Unicità, creatività, leggerezza e amore per la bellezza. Nessuno ci sa imitare». Il saper interpretare uno stile unico che possa riflettere le idee di uno stilista negli intrecci sul telaio è il valore aggiunto di un ricamo d’artista. E non esistono limiti alla creatività, dal ricamo sulla iuta dei sacchi di caffè all’uso del plexiglass e dei coralli. L’Atelier milanese zampilla passione, storia della moda ed estro italiano. Pino Grasso non vuole essere un perfezionista, perché dopo aver cercato a lungo quella perfezione nel suo lavoro, ha capito che è impossibile trovarla. L’unicità dell’artigianato, svela il maestro, sta proprio nella sua imperfetta ma bellissima forma.