In Toscana i “cenciaioli” sono parte della tradizione. L’arte di rigenerare vecchi indumenti e scarti è cultura di un territorio che ha rappresentato il centro della produzione tessile del Paese e che ancora oggi è un riferimento per la moda. Nel distretto pratese è così nato Rifò (inflessione toscana del verbo rifare), un progetto dedicato alla valorizzazione di un mestiere e un saper fare che stava scomparendo e che attraverso una rete di aziende esperte crea materie prime tessili rigenerate.

Niccolò Cipriani, fondatore di Rifò, sente la necessità di creare una soluzione nel campo della moda che non produca scarto ma che piuttosto crei bellezza. Nel 2017 inizia una campagna di crowdfunding con Clarissa, Michele e Fiammetta. Dalla prima t-shirt si arriva al maglioncino realizzato da scarti di jeans, cento per cento italiano e proveniente da filiere, produzioni e passati diversi. La squadra si allarga con fashion designers e nasce un vero e proprio brand responsabile che riunisce aziende artigiane del territorio che si occupano di valorizzazione di scarti tessili e poi le riporta nel mercato con nuova forma e linfa.

Le fibre utilizzate sono tutte provenienti dal distretto a meno di trenta chilometri da Prato. Chi si occupa della selezione manuale degli scarti sono aziende artigiane. Tra queste la Nuova Fratelli Boretti (che sarà visitabile nelle giornate di ApritiModa), primo fornitore e parte della supply chain Reverso, l’innovativo sistema di produzione ad economia circolare per fibre nobili (lana, cashmere e baby camel) ottenuti da partner prestigiosi e destinati ad essere nuovi abiti.

La Nuova Fratelli Boretti, guidata oggi da Daniela Boretti, si occupa della selezione e reingegnerizzazione di scarti di confezione tessile da quando ancora il concetto di sostenibilità non era parte del quotidiano: dal 1960. I “cenci” si controllano a mano, uno ad uno, suddivisi non solo per tipologia di tessuto ma per sfumatura di colore (così da evitare squilibri chimici in fase di lavaggio). Poi la sfilacciatura meccanica consente di ridurre i tagli in fibra e rende possibile il percorso di creazione.  Da un magazzino pieno di scarti di lana e cashmere colorati e imballati a montagne di tessuto che passano al setaccio degli occhi attenti degli artigiani. La nuova vita di tessuti e abiti inizia qui e grazie al supporto di Rifò, arriva in tutto il mondo.