La pelle si respira, si cerca, si tocca. La pelle è una materia viva che deve essere vissuta con tutti i sensi. «La pelle è la nostra passione: è veramente la nostra vita», racconta Enrica Miramonti, terza generazione alla guida della conceria fondata da suo nonno, Giovanni Gaiera, nel 1946. A Robecchetto Con Induno, piccolo paese in provincia di Milano, si trova un’eccellenza della pelle italiana specializzata nella lavorazione di pelle di capretto, agnello e vitellino.

Una tradizione familiare che si rinnova attraverso la costante ricerca dei materiali e lo studio per le infinte applicazioni della pelle. «La tradizione tramanda la cura, l’attenzione al particolare e il gusto. La ricerca ti fa capire quali sono le esigenze del mondo», spiega Miramonti. L’evoluzione delle tendenze, lo sviluppo incontenibile del digitale, il design, la tecnologia, la natura, la scienza sono fonti di ispirazione infinite per la definizione di rifinizioni sulla pelle: è una ricerca a 360 gradi.

Proprio per la sua origine naturale la pelle si presta a incredibili trasformazioni. Vedere e conoscere tutti i passaggi necessari per valorizzare un materiale grezzo, proveniente dallo scarto alimentare, è un percorso unico. La pelle passa tra mani esperte per essere selezionata, trasformata, rifinita. Una sensibilità umana insostituibile che riflette lo spirito della conceria: una produzione industriale realizzata con cura artigianale. Attenzioni che uniscono in un legame indissolubile ambiente, territorio, salute, sicurezza e prodotto (riduzioni dei consumi idrici, impianto fotovoltaico, upcycling).

Solo quando la tradizione si intreccia perfettamente con tutti questi elementi si può creare bellezza e armonia. L’ingresso della conceria Gaiera è anticipato da una siepe che rappresenta il logo dell’azienda: una pelle stesa ad asciugare su assi di legno. «Come si faceva un tempo», racconta Enrica Miramonti.