In Borgo Santa Croce, nel cuore di Firenze, esiste un luogo magico dove i profumi diventano opere d’arte e dove l’arte trova spazio per comunicare. All’interno delle stanze di Aquaflor, l’atelier del profumo che dimora nel prestigioso palazzo rinascimentale Antinori Corsini Serristori, ora Rosselli Cecconi, opera di Giuliano Sangallo, si scoprono essenze dimenticate, accordi floreali di un mestiere unico.

Prima si passa per il cortile di ciottoli e volte, poi si entra in bottega dove armadi in legno, scaffali con fragranze e banconi pieni di boccette colorate rimandano al laboratorio di un’alchimista. Estratti naturali, fiori secchi, candele accese e rare essenze accompagnano fino alla piccola scaletta che introduce alle antiche cantine. Lì, nell’affascinante olfattorio, il naso come un abile sarto dà corpo e forma alle sensazioni e i ricordi che la persona desidera, concentrandole nel profumo da indossare.

Tra note di vaniglia, petali di rosa, pepe nero, sandalo e sacchi di caffè ci sono opere d’arte in mostra. Un’esposizione speciale e temporanea all’interno di Aquaflor (visitabile nelle giornate di ApritiModa) in collaborazione con il progetto Fondente della Galleria d’arte La Fonderia. Un percorso sensoriale che avvolge i visitatori in un momento sospeso e in dialogo tra arte e profumi.

Leopoldo Innocenti e Claudio Cionini i due giovani artisti contemporanei a cui è dedicato il focus della mostra. L’essere umano, diviso tra l’istintività e l’interiorità di matrice mitteleuropea per il fiorentino Innocenti e l’esteriorità delle vedute metropolitane del toscano Cionini. Ma non solo, a loro fianco opere di Giuseppe Chiari, unico artista italiano del movimento internazionale Fluxus (che ha esposto due volte al Moma di New York), dello scultore Sauro Cavallini, del paroliere Alfredo Rapetti Mogol, di Marco Ferri, Skim (street artist fiorentino) e molti altri. Una contaminazione di linguaggi, idee, poetiche ed emozioni in un ambiente prezioso. I profumi non saranno solo atmosfera e sottofondo ma protagonisti dell’esperienza nell’atelier fiorentino.